Sine tempora

Blogger inserisce automaticamente una data alla pubblicazione del post. Questi testi non dovrebbero avere alcun riferimento temporale, furono scritti per uscire dal tempo e per vivere in una dimensione aliena alle mode e alle stagioni.
E' per tale motivo che essi avranno dunque come data i giorni di un annoqualunque che sia palesemente falso e inutile.
Ciò che conta è il senso e l'anima della scrittura.

venerdì 26 maggio 2017

LA CHIAREZZA SERVE




Dobbiamo essere chiari una volta per tutte: io vi leggo, il primo commento serve come d'uso per farvi sapere della mia esistenza, il secondo e gli altri a seguire sono il segno di un reale interesse altrimenti c'è solo il silenzio.. Questo refrain cronico di commentare e rispondere come un gesto compulsivo che non tiene più conto del reale valore che io considero possa avere la vostra scrittura non mi appartiene. Pretendo pensate un po' di essere commentato SOLO sull'argomento proposto nel post, desidero che vengano evitati gli accenni al mio personale intimo (anche perchè ne parlo già io nei post) ma ho capito che è un desiderio vano. Non nego il valore dell'interloquire ma le discussioni devono essere "pulite" e in rete non lo sono quasi mai. Inoltre spesso non so cosa rispondere: se il giudizio è positivo o negativo il mio imbarazzo è grande comunque. Questo blog non cambia le carte in tavola le dispone solo in modo diverso perchè a me sembra di non aver più nulla da dire. I Blogger che scrivono della blogosfera, delle sue dinamiche e dei problemi ad essa connessi sono pochissimi: io tra questi. Quelli come me vengono in genere etichettati come guastatori cronici ed evitati con sussiego. Riflettere sul mondo in cui operiamo con spirito critico e sincero viene qualificato tout court come atteggiamento indesiderabile. Puoi leggere in rete o su un libro chilometri di pagine senza capirne realmente neanche una, la filosofia non mi pare sia diventata più assimilabile da quando è comparsa anche su Wikipedia. Non è la dimensione virtuale della cultura a far la differenza ma la curiosità intellettuale di chi ci si approccia ( qualunque sia il supporto). Per episodi più o meno lunghi l’ombra che sempre proiettate sul mio intelletto acquista una corporeità vera; mi aiuta a giocare anche con la mia esistenza qui, a scambiarla nel mio immaginario con le mie parole e con le idee che sento aleggiare in modo palese in questa dimensione virtuale. Non c’è un’altra conoscenza che io desideri di voi, è un equilibrio sottilissimo e mi bastate fatti di parole e pensieri. Ma QUI e solo qui, fuori c’è la guerra e forse Enzo è già partito lasciando dietro di sè una tenue scia di sogni interrotti.

lunedì 22 maggio 2017

AMICI MIEI


Conosco almeno una decina di persone amici miei che potrebbero gestire un blog in maniera semplicemente perfetta, che scrivono molto meglio di me, che hanno da dire molte più cose di me ai quali l’idea di stare sul web non passa nemmeno per la testa. Io sono qui perchè sono un narciso esibizionista o, se vuoi, un solitario depresso e melanconico oppure fate voi. Non mi ritengo maldestro nell’uso di questo mezzo, se voglio posso farne anche quello che voi non immaginate, solo che non voglio perchè così il mezzo non mi rappresenterebbe più. 
Qui scrive Enzo e il blog deve somigliarli, non funziona per me al contrario, nemmeno sintatticamente e linguisticamente. Quando si deve cercare la quadratura del cerchio non si ottiene nè il cerchio nè il quadrato: definire lingua un tweet oppure definire letteratura quella di fb mi sembra realmente una forzatura. Spesso la definizione “lingua” non è adeguata nemmeno a quella molto più seria dei blog, ma noi viviamo di illusioni! E’ anche un’illusione quella di credersi veramente in grado di scrivere, però dobbiamo crederci, onestamente crederci per poter continuare ad esprimere il nostro senso di vita. In realtà la blogosfera è piena di gente che possiede emozioni il problema è trasmetterle! Su questo punto in 7 anni ho visto cadere branchi di asini ma lo ritengo fisiologico…come lo scegliersi a naso e capirsi spesso per intuito. E’ una forma alta di amore. Per distrarmi veramente dovrei riaprire i commenti!  L’ho fatto! Aria nuova e questioni vecchissime, sempre le stesse, potrei, oltre un certo limite, considerarle astrazioni anch’esse, di altra natura ma pur sempre metafisica dell’ignoranza, della maleducazione, della superficialità ma anche della contrapposizione ideologica, della complessità storica e sociale da cui nasce un’opinione. Metafisica “spicciola” dell’animale che domina il mondo, l’uomo. Spero nell’astrazione, quella in cui la vita, l’amore, il senso, l’armonia, la poesia e una certa lodevole indifferenza al mondo reale permettono di tenere aperti i commenti come stavolta farò io.  Per distrarmi.

martedì 16 maggio 2017

L’intuizione concettuale


E’ difficile per me spiegare a parole la sensazione che mi accompagna da tantissimi anni, E’ vero soffro di solitudine ma è altrettanto vero che fin dall’adolescenza c’è una parte della mia vita che io non posso che viver da solo. Intellettualmente nella sfera di certe emozioni e di certe riflessioni IO SONO SEMPRE STATO SOLO, ogni volta che ho tentato di uscire dal guscio mi sono sentito a disagio come se fossi forzato in una veste che non mi apparteneva. Anche qui nei blog il distacco tra la mia dimensione intima e l’espressione scritta che ne ho prodotto non mi ha mai del tutto soddisfatto: forse i continui aggiustamenti, gli abbandoni e i ritorni hanno la loro origine dentro la segreta consapevolezza della mia personale solitudine.
Ad un certo punto della mia vita ho capito che era inutile produrre tentativi di condivisione, erano sterili e per certi versi controproducenti: ho aperto i blog per provare ad essere diverso e vero, per svelarmi senza finzioni.
Non funziona! O almeno funziona solo in parte, poi arrivano come sempre gli equivoci, le risse, le incomprensioni e nel frattempo si perde il tempo prezioso dell’intuizione concettuale, quella che ti fulmina in mezzo secondo e che non riuscirai a comunicare mai a nessuno se non seguendo la stessa via e la medesima intuizione.
Ho scritto miliardi di righe nella mia vita, milioni da quando frequento il web. Mi pongo il problema di cosa esse siano e dove vadano, mi pongo anche un’infinità di questioni che dalla scrittura partono e alla scrittura ritornano.
Devo confessare che abbastanza spesso sono soddisfatto di ciò che scrivo ma capisco che il significato vero è troppo spesso relegato alla MIA dimensione intellettuale: nonostante la mia arroganza lo ritengo un difetto. Credo che resterà tale. Ho riempito negli anni la rete di miei blog che adesso dormono “spenti” in qualche angolo, posso risvegliarli quando voglio per scherzo, per noia, per diletto o per curiosità, penso che sia affar mio. Ultimamente ho trovato più utile scrivere all’interno dei commenti e i miei scritti “nuovi” si trovano quasi tutti lì; il blog è una strana creatura molto più duttile di quanto si possa pensare, nel contesto personale, che resta intonso se lo vogliamo, si inserisce quello pubblico, croce e delizia di noi tutti, pietra di paragone culturale ostica e micidiale in certi suoi risvolti. Sarà su quel terreno che si giocherà la vera partita di un blog, nel guardarsi in faccia, migliorare la forma del nostro pensiero e la sua espressività, confrontarla con gli altri, accettarne la diversità e difendere la dignità del NOSTRO sentire. In questo, specificatamente, io mostro spesso la corda e lo scrivo. La mia corda sono spesso le mie sconfitte anzi a ben guardare sono esse le vere protagoniste di questo blog; la non riuscita, i tentativi a metà e, infine, la grande malinconia dei sogni solo sfiorati ma mai stretti tra le mani.
In certi casi ho pensato, prima di mettermi alla tastiera, di provare a fingermi un’altra esistenza e altre dinamiche: chi potrebbe mai sapere veramente di me? La rete è piena di falsi narrativi e intellettuali, di castelli incantati pronti a crollare al primo alito di concretezza vitale. Ma non ci riesco, scrivo della mia mediocrità immaginando l’assoluto: se non potessi farlo più sarei privato di uno dei pochi sfoghi esistenziali che mi sono rimasti.
Tutti post che ho scritto negli anni parlano di questo, sono io, credo che voi mi leggiate per questo.


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